Accertamenti fiscali sull'extralberghiero: nuova ondata di controlli in arrivo
L'Agenzia delle Entrate intensifica gli accertamenti su B&B e affitti brevi. Incrociate le banche dati di Airbnb, Booking e piattaforme OTA con le dichiarazioni dei redditi. Cosa fare per non rischiare.
Il settore extralberghiero è nel mirino dell’Agenzia delle Entrate. Una nuova ondata di accertamenti sta interessando B&B, case vacanza e affittacamere in tutta Italia, con controlli incrociati sempre più sofisticati tra le banche dati delle piattaforme di prenotazione e le dichiarazioni dei redditi.
Come funzionano i controlli incrociati
L’Agenzia delle Entrate ha accesso diretto ai dati trasmessi da Airbnb, Booking, Vrbo e altre piattaforme OTA nell’ambito degli obblighi di comunicazione introdotti dal decreto fiscale. Questi dati vengono incrociati con le dichiarazioni presentate dai gestori tramite 730 o modello Redditi PF. Qualsiasi discrepanza — redditi non dichiarati, CIN mancante, numero di giorni locati non corrispondente — fa scattare l’accertamento.
Le sanzioni variano da 250 a 2.000 euro per ogni violazione, con la possibilità di arrivare a cifre ben più alte in caso di evasione accertata.
Chi rischia di più
I controlli si concentrano su tre categorie: gestori che non hanno mai dichiarato i redditi da locazione turistica, strutture con CIN mancante o irregolare, e host che operano su più piattaforme senza aver consolidato i dati fiscali.
In questo contesto, la conformità non è più un optional. Dotarsi di strumenti di gestione automatizzata permette di concentrarsi sugli adempimenti fiscali senza sacrificare la gestione degli ospiti. Verifica la tua posizione: un controllo preventivo oggi costa molto meno di un accertamento domani.
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