Affitti brevi Friuli Venezia Giulia: audizioni in Commissione il 13 ottobre
La II Commissione del Consiglio regionale ascolterà enti locali e operatori per regolamentare le locazioni turistiche brevi. Al centro il nodo casa e la pressione su Trieste.
Il Friuli Venezia Giulia apre ufficialmente il confronto istituzionale sugli affitti brevi. La II Commissione del Consiglio regionale ha infatti convocato per il 13 ottobre 2026 una serie di audizioni dedicate alla regolamentazione delle locazioni turistiche brevi, con l’obiettivo di ascoltare soggetti pubblici e privati e raccogliere dati ed esperienze utili a costruire una disciplina regionale della materia. Si tratta del primo passaggio formale di un percorso che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe portare a una vera e propria proposta legislativa, dando ai Comuni strumenti per governare un fenomeno che incide sempre di più sul mercato della casa, in particolare a Trieste.
Il confronto istituzionale parte da Trieste
Il tema tocca da vicino la disponibilità di abitazioni nei centri urbani della regione, e in modo particolare nel capoluogo giuliano. Trieste viene indicata come l’area dove la tensione tra offerta turistica e diritto alla casa è più sensibile: l’espansione delle locazioni turistiche, concentrata in alcune zone ad alta vocazione turistica, rischia di sottrarre alloggi al mercato residenziale e di rendere più difficile l’accesso alla casa per residenti, studenti e lavoratori.
La convocazione delle audizioni rappresenta quindi una risposta a una richiesta che, da mesi, circola nelle aule del Consiglio regionale. L’intento dichiarato è quello di mettere a disposizione del legislatore regionale un quadro concreto di esperienze, numeri e posizioni, evitando di affrontare un tema così delicato sulla base di sole dinamiche di mercato o di iniziative spot dei singoli Comuni.
Un anno di sollecitazioni: il ruolo di Serena Pellegrino
A intervenire sulla convocazione è la consigliera regionale Serena Pellegrino, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, che parla di un passaggio atteso dopo quasi un anno di richieste avanzate in Consiglio. Nel corso del 2026 la consigliera ha portato più volte la questione all’attenzione dell’Aula e delle Commissioni, anche attraverso proposte ed emendamenti, chiedendo che il Friuli Venezia Giulia si dotasse di strumenti propri per governare il fenomeno degli affitti brevi.
Già a maggio, ricorda Pellegrino, era stata avanzata la richiesta di coinvolgere i Comuni e tutti i soggetti interessati in un confronto strutturato. La convocazione delle audizioni viene quindi valutata positivamente, come il primo momento formale di confronto allargato: un passaggio preliminare ma indispensabile per valutare quali strumenti normativi mettere a disposizione dei sindaci del Friuli Venezia Giulia.
Cosa si discuterà il 13 ottobre
Le audizioni del 13 ottobre serviranno a raccogliere il punto di vista di enti locali, categorie economiche e operatori del settore. L’obiettivo indicato è costruire una disciplina considerata equilibrata ed efficace, capace di tenere insieme la tutela del diritto alla casa con la salvaguardia di un comparto che in Friuli Venezia Giulia — come nel resto d’Italia — genera economia e occupazione.
Un elemento emerge con chiarezza dalle prime dichiarazioni: regolamentare gli affitti brevi non significa, nella prospettiva dei promotori, ostacolare il turismo. Significa piuttosto evitare che l’espansione dell’offerta turistica produca effetti negativi sul diritto alla casa e sull’equilibrio sociale dei centri urbani. La regia pubblica del fenomeno, in questa lettura, serve a evitare che siano le sole logiche di mercato a decidere dove e come si concentrano le locazioni turistiche.
Il nodo casa e la pressione su Trieste
Nel ragionamento della consigliera Pellegrino, il tema delle locazioni turistiche brevi è legato a doppio filo alla tenuta del mercato abitativo, con un riferimento esplicito alla città di Trieste, dove il problema della disponibilità di alloggi viene indicato come particolarmente sensibile. L’argomento non è isolato: in tutta Italia, e in particolare nelle città ad alta pressione turistica, la crescita degli affitti brevi viene sempre più spesso messa in relazione con l’aumento dei canoni residenziali e con la riduzione dell’offerta di case in affitto per chi vive stabilmente in città.
Per sottolineare l’urgenza del tema, Pellegrino richiama anche quanto accaduto in Spagna, citando il caso di Madrid e la vicenda di Maricarmen, la donna di 87 anni sfrattata dall’abitazione in cui viveva da oltre settant’anni, un episodio che ha portato migliaia di persone in piazza. Il riferimento serve a evidenziare come il tema della casa possa aggravarsi quando la politica non interviene sulle trasformazioni del mercato immobiliare, trasformando un problema di regolamentazione in una vera e propria emergenza sociale.
Va sottolineato, peraltro, che il Friuli Venezia Giulia non parte da zero: la regione dispone già di un sistema di comunicazioni e di una banca dati delle strutture ricettive, e il dibattito sulle locazioni turistiche si intreccia con le competenze regionali in materia di turismo e di governo del territorio. La vera novità del percorso avviato in II Commissione è semmai la volontà di dare una cornice unitaria a interventi che finora sono stati lasciati alla discrezionalità dei singoli Comuni, uniformando criteri e strumenti e offrendo alle amministrazioni locali una base normativa comune su cui costruire le proprie scelte.
Il quadro regionale e nazionale in movimento
La vicenda del Friuli Venezia Giulia si inserisce in un contesto nazionale in rapido movimento, dove il tema delle locazioni turistiche brevi è ormai al centro del dibattito politico e normativo. La mappa delle restrizioni comunali in Italia mostra un quadro sempre più frammentato, con città come Firenze, Venezia, Napoli e Verona che hanno già introdotto limiti e vincoli, mentre altre Regioni stanno lavorando a discipline organiche.
La Puglia, ad esempio, ha già impostato un disegno di legge che delega ai Comuni nuovi poteri sulle locazioni turistiche, mentre la Toscana ha consolidato il proprio Testo unico del turismo e la Sicilia ha aggiornato la propria legge regionale. Il Friuli Venezia Giulia, in questo scenario, si muove in una fase ancora preliminare: le audizioni del 13 ottobre sono il punto di partenza, non di arrivo, di un percorso che dovrà tradursi in un provvedimento concreto.
A livello nazionale, il quadro è ulteriormente complicato dall’evoluzione della normativa fiscale e amministrativa. Il Codice Identificativo Nazionale (CIN) è ormai obbligatorio per tutte le strutture ricettive e per gli immobili destinati alla locazione breve, e la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una tassazione progressiva che, dal terzo immobile, fa scattare la presunzione di attività imprenditoriale con i relativi obblighi fiscali e contributivi. In questo scenario, la scelta di una Regione di dotarsi di strumenti propri di governo del fenomeno assume un peso ulteriore per chi opera nel settore.
Cosa significa per host e property manager
Per chi gestisce appartamenti in locazione turistica in Friuli Venezia Giulia, l’apertura del confronto regionale è un segnale da non sottovalutare. Il percorso avviato dalla II Commissione, se proseguirà come annunciato, potrebbe portare a una legge regionale che affida ai Comuni poteri di limitazione nelle aree più sotto pressione, a partire da Trieste. La direzione di marcia, del resto, è coerente con quanto sta accadendo nel resto d’Italia: il margine di manovra dei Comuni e delle Regioni sulle locazioni turistiche è destinato ad ampliarsi, non a ridursi.
Per gli host e i property manager, la prudenza suggerisce di monitorare con attenzione gli esiti delle audizioni e l’eventuale iter legislativo che ne seguirà. Chi opera con più unità in forma imprenditoriale dovrà confrontarsi non solo con gli obblighi già in vigore — CIN, adempimenti fiscali, comunicazioni al SUAP — ma anche con la possibilità che il proprio Comune introduca limiti numerici, criteri di saturazione o standard qualitativi specifici. Avere un property manager professionista al proprio fianco può fare la differenza per districarsi tra normative regionali, regolamenti comunali e adempimenti fiscali, evitando sanzioni e mantenendo la conformità dell’attività. Le regole cambiano rapidamente e variano da territorio a territorio: contattaci per una consulenza sulla gestione del tuo immobile e per capire come posizionarti al meglio nel nuovo scenario normativo del Friuli Venezia Giulia e dell’intero Paese.
Vuoi che Hello Host risponda ai tuoi ospiti?
Al telefono, su WhatsApp e via email, 24 ore su 24 in 5 lingue.
Prenota una demo gratuita →