Scadenza fiscale affitti brevi: multe fino a 2.000 euro per chi non comunica i dati
Entro il 30 giugno 2026 scadeva l'obbligo di comunicazione dei corrispettivi all'Agenzia delle Entrate per gli affitti brevi. Multe da 250 a 2.000 euro per omissioni. Cosa fare se si è in ritardo.
La scadenza del 30 giugno 2026 per la comunicazione semestrale all’Agenzia delle Entrate è appena passata, ma le sanzioni per chi non ha adempiuto sono dietro l’angolo. Le multe partono da 250 euro e possono arrivare fino a 2.000 euro per ogni comunicazione omessa, errata o tardiva. E con i sistemi di controllo incrociato sempre più efficienti, le probabilità di passare inosservati sono minime.
Chi doveva comunicare e cosa
L’obbligo riguarda tutti i gestori di affitti brevi, B&B, case vacanza e affittacamere che hanno ospitato turisti tra gennaio e giugno 2026. La comunicazione va inviata tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate utilizzando il modello approvato e deve includere i corrispettivi lordi percepiti, i dati identificativi dell’immobile e il CIN.
L’Agenzia incrocia automaticamente questi dati con quanto dichiarato dalle piattaforme di prenotazione (Airbnb, Booking, Vrbo). Eventuali discrepanze fanno scattare accertamenti immediati.
Cosa fare se si è in ritardo
Chi non ha ancora comunicato può presentare la dichiarazione in ritardo avvalendosi del ravvedimento operoso, che consente di ridurre le sanzioni pagando una somma ridotta. Più si aspetta, più la sanzione aumenta. Il consiglio è di regolarizzare la posizione il prima possibile.
Per evitare di trovarsi nella stessa situazione al prossimo semestre, la strategia migliore è automatizzare ciò che è ripetitivo — come la gestione delle chiamate — per dedicare tempo alle scadenze fiscali senza perdere prenotazioni. Verifica la tua conformità prima che scatti il prossimo controllo.
Vuoi che Hello Host risponda ai tuoi ospiti?
Al telefono, su WhatsApp e via email, 24 ore su 24 in 5 lingue.
Prenota una demo gratuita →